E’ Fabio Lauria il quarto Man of the Match scelto dai visitatori di Venezia United.

Il trequartista napoletano, classe ’86, proveniente dal Lumezzane e una carriera in Prima Divisione ha ottenuto il premio nella sua prima apparizione da titolare in arancioneroverde. E’ durata solo 59 minuti, sostituito da Cubillos, ma – soprattutto nel primo tempo – la sua prestazione è stata caratterizzata da qualità e velocità, capacità di dribbling e di verticalizzazione come quella che ha permesso ad Oliveira di procurarsi il rigore poi trasformato da Zubin. Su 139 voti (leggero ribasso rispetto ai precedenti Man of the Match) ha avuto la preferenza del 28% (39 voti), seguito da Emil Zubin (26 voti), autore del quarto gol in quattro giornate (cinque su cinque considerando le partite ufficiali stagionali), di alcuni assist per i compagni e di una traversa colpita nel recupero. Il bomber di Koper si consolida sul podio, pur senza aver vinto ancora il titolo di Man of the Match. Chiude un ex-aequo (11 voti) tra due protagonisti di questo avvio di stagione: il portiere Davide Amadori, ancora bravissimo nelle parate quanto sfortunato nel gol subito sulla punizione di Corbanese e Diego Santos Oliveira, al secondo rigore procurato, un gol annullato e le solite irresistibili sgroppate sulla fascia sinistra.

“Man of the match” dalla fantasia consapevole

Benvenuto nella terra in cui qualcuno dice che i giovani sono tutti bamboccioni.
Tu che hai quell’età, ma che bamboccione, anche se lo avessi voluto essere, non ne avresti avuto il tempo.
Benvenuto dove si fa un lavoro, quasi sempre complicato, che farisaicamente si chiama “gioco”.
In un ambiente che si dice “dilettantesco” ma a cui si richiede, per contratto, massima professionalità.
In un ambito in cui, sotto gli occhi di tutti, si deve essere seri, meglio se seriosi.
Benevuto, Fabio Lauria con quella faccia seria che sa sorridere sempre e sa essere capace di farsi amico di chiunque.
Pochi anni, con un anagrafe da ragazzo e un’esperienza di vita da adulto navigato.
Tanti anni di calcio sulle gambe e infinite ore di riflessione psicologica sul gioco/lavoro che hai intrapreso. Un lavoro bellissimo, ma anche tante volte ingrato, che non sempre premia il merito e la sensibilità. Quella sensibilità che ti fa essere responsabile papà di un piccolissimo bambino che sei convinto debba crescere come meglio non si potrebbe.
Benvenuto Fabio Lauria da Napoli, o da Modena dove ti hanno trasportato a 12 anni i tuoi gol, o da Terni dove sei cresciuto tra libri e palloni, o da Arezzo, o da Lumezzane dove il gioco è diventato veramente lavoro. Insomma, benvenuto “man of the match” di un sondaggio che riporta i voti di tanta gente e che, quindi, non sbaglia.
Perché la tua partita col Montebelluna non è stata da pari, come avvenuto sul campo anche se un ricorso riporterà al giusto risultato. Tu hai fatto una partita da vincente perché, prima di tutto, sai piegare la tua innata fantasia a quello che è l’unico obiettivo di questo gioco: fare squadra. Squadra dove l’artificio individuale deve tradursi in risultato collettivo. Tu, tutto questo lo sai benissimo. Perché, a soli 25 anni, sei adulto consapevole da sempre.
Tira dritto Fabio. E, soprattutto, tira in porta.